Plantronics BackBeat Fit 300 Recensione

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La proposta di auricolari dedicati allo sport è vastissima e potrebbe capitare di trovarsi in difficoltà nella scelta del modello, considerando che i prezzi e le caratteristiche su carta sono sempre molto simili. I Plantronics BackBeat Fit 300 si differenziano dalla massa, un po’ per il prezzo, un po’ per il design e le caratteristiche.

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Design e qualità costruttiva

Le cuffiette sono costruite in modo tale che si distingua immediatamente il loro scopo: Bluetooth, cavo in stile corda, gommini in gel molto larghi e archetto sopra di essi lasciano intendere, infatti, che si tratti di un prodotto dedicato allo sport e alla palestra.

Plantronics BackBeat Fit 300 design sportivo

Sono fornite assieme ai ricambi di diversa dimensione per i gommini, stessa cosa per gli archetti che le fissano ai padiglioni auricolari durante l’attività fisica e il cavo USB per la ricarica.

Il design è molto dinamico, con materiali gommosi e tessuto per il cavo, molto resistente e con la presenza di una clip per fissarlo agli abiti; purtroppo la qualità di quest’ultima non è delle migliori ed è probabile si rompa facilmente durante movimenti bruschi, un dettaglio non trascurabile visto il prezzo.

Si possono trovare di diverso colore: blu e azzurro, nere con dettagli bianchi e bianche con dettagli verdi lime o rosa. Il telecomando è anch’esso in plastica vellutata e integra il microfono oltre che i pulsanti per la regolazione del volume, per cambiare traccia o per mettere in pausa la canzone, nonché per rispondere alle chiamate.

Plantronics BackBeat Fit 300 controller inline

Le superfici sono trattate con per essere idrorepellenti, rendendole resistenti al sudore e portando la loro classificazione a IPX5. Davvero notevole il peso, di appena 14 grammi.

Prestazioni

In termini generici la qualità sonora è molto buona, ma il timbro a V non le rende particolarmente adatte a tutti i generi musicali. Bassi potenti ed estesi, medi leggermente timidi e alti squillanti fanno sì che gli auricolari si comportino egregiamente con musica dance, elettronica, hip hop, rap e simili, dove non c’è troppa complessità strumentale; faticano, invece, ad adeguarsi con generi più articolati come il metal e il rock.

Plantronics BackBeat Fit 300 inserto in silicone

Il volume, probabilmente a causa della scelta di utilizzare un driver da 6 mm, non è elevatissimo e iniziano a distorcere già a volumi medio/alti. Ottime le performance in chiamata, sia lato auricolare sia lato microfono. L’isolamento non è dei migliori anche trovando il perfetto gommino per il proprio condotto uditivo.

L’abbinamento avviene tramite Bluetooth versione 4.1 e sono compatibili con i principali profili di collegamento: HFP 1.6, HSP 1.2, A2DP v1.2 e AVRCP v1.4. È, inoltre, consentita la connessione a due dispositivi contemporaneamente.

La batteria consente un utilizzo continuativo fino a 6 ore, mentre in modalità stand-by arriva fino a 10 giorni. A tal proposito gli auricolari passano in questa modalità automaticamente dopo 90 minuti di inattività.

Verdetto

Plantronics, con le BackBeat Fit 300, ha portato delle cuffie in-ear dedicate allo sport resistenti e performanti ma con qualche incertezza qua e là. Tra i vantaggi troviamo l’ottima costruzione, la buona durata della batteria, un suono molto avvolgente con determinati generi e le ottime prestazioni in chiamata.

Purtroppo però, gli svantaggi non sono da meno: suono non adatto a tutti i generi musicali, clip per i vestiti estremamente fragile, mancanza di una custodia o di un sacchetto per il trasporto.

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